Fine. La lunga agonia del secondo maggior tour operator italiano è terminata con la sentenza di un pietoso tribunale che ha staccato i marchingegni che hanno tenuto in sopravvivenza per mesi l'attività di uno dei più brillanti marchi del nostro turismo. Il pensiero va a quella collina di Waterloo. La Vecchia Guardia si è battuta invano. Napoleone è a Sant'Elena. I brandelli di una tunica divisi. Il sogno di controllare la filiera del turismo Bruno Colombo l'aveva intuito e perseguito con ogni suo muscolo. «Non ho paura di convivere con i debiti, se sono investimenti» mi disse durante una delle mie prime interviste, ormai quasi vent'anni fa. E ancora: «Oggi sono un imprenditore soddisfatto» dopo il suo ingresso in Borsa. «Le difficoltà fanno parte del nostro lavoro, bisogna combattere e reagire» - e infine - «Si può lottare contro ogni cosa, ma non contro la sfortuna», durante i festeggiamenti per il suo settantesimo compleanno, poco più di un anno fa.
Forse, come nel film Sliding Doors, se quelle dannate porte della metropolitana si fossero chiuse un momento prima o un momento dopo, forse, la storia di questa azienda sarebbe cambiata. Forse, se avesse dato ascolto ai consigli, quel vivace Ventaglio sarebbe ancora aperto e non chiuso nelle malinconiche pieghe di un mestissimo The End. Resta, nell'amaro di un settore che continua a battagliare assediato da catene di nemici, il retrogusto speziato di una vicenda che ha da insegnare a tutti.
Ora Colombo ha impugnato la sentenza. Un leone non smette mai di lottare. Nemmeno contro il destino?
DUCUNT VOLENTEM FATA, NOLENTEM TRAHUNT
(Il destino guida chi lo segue di buona voglia, trascina chi si ribella. Seneca, Lettere a Lucilio)
Marzia Bertacca
2009-03-23